Il Disturbo Primario del Linguaggio

Il Disturbo Primario del Linguaggio

Il Disturbo Primario del Linguaggio interessa la comprensione e la produzione delle parole e delle frasi, inoltre può presentarsi come un ritardo nell’acquisizione dei suoni linguistici.

La Consensus Conference ha introdotto dal 2019 il termine Disturbo Primario di Linguaggio e non più Disturbo Specifico, poiché, molto spesso, oltre al problema centrale del linguaggio si associano altre difficoltà, per esempio a livello dell’attenzione e della memoria. Questo disturbo non è collegato o causato da altri disturbi evolutivi, come ad esempio problemi neurologici, ritardo mentale o perdita dell’udito.


I profili linguistici e le espressioni di questo disturbo sono molteplici e variano da bambino a bambino.

Nella classificazione dell’ICD-10 (International Classification of Diseases - redatta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) le principali manifestazioni si suddividono in: Disturbo specifico dell’articolazione e dell’eloquio, Disturbo del linguaggio espressivo, Disturbo della comprensione del linguaggio.


CARATTERISTICHE PRINCIPALI E CAMPANELLI D’ALLARME

Lo sviluppo del linguaggio nei bambini presenta una grande variabilità e per questo motivo non è raro che segni precoci di difficoltà linguistiche vengano confusi con una semplice “pigrizia”.

L’intervento precoce è fondamentale.

Quali sono dunque i campanelli d’allarme da osservare per una pronta individuazione di eventuali difficoltà?

  • assenza di lallazione e babbling tra i 4 e i 12 mesi;
  • vocabolario espressivo inferiore a 50 parole a 24 mesi;
  • difficoltà di comprensione;
  • assenza di frasi a 36 mesi;
  • linguaggio incomprensibile o comprensibile solo dai famigliari;
  • presenza sistematica di un suono.


COSA FARE E A CHI RIVOLGERSI

Il riconoscimento precoce di difficoltà di linguaggio permette di intervenire presto per evitare che queste si consolidino. Un buon sviluppo del linguaggio è fondamentale per il percorso di vita, di crescita e di apprendimento, di formazione dell’autostima e dell’immagine di sé del bambino.
Se siete preoccupati per lo sviluppo linguistico di vostro/a figlio/a l’ideale è rivolgersi ad uno specialista per la prima valutazione.

Il logopedista interviene in tutte le fasi del percorso terapeutico:

  • bilancio logopedico, indispensabile per la stesura del progetto riabilitativo che deve essere condiviso con il bambino e la sua famiglia e con tutti i professionisti coinvolti; ha l’obiettivo di valutare il bambino stabilendo il livello delle abilità generali, delle abilità comunicative e linguistiche.
  • intervento logopedico mirato alle esigenze specifiche del bambino, ha come obiettivo la risoluzione del disturbo linguistico e la promozione della comunicazione; può essere proposto tramite una modalità individuale o anche in piccolo gruppo per favorire le abilità comunicative tra coetanei.
  • counselling logopedico volto a sostenere il bambino e la sua famiglia nel percorso rieducativo. Nel trattamento del bambino il counselling assume una notevole importanza in quanto permette di creare un ambiente domestico facilitante la comunicazione e la generalizzazione degli obiettivi raggiunti in seduta di trattamento. È altrettanto importante il counselling con la scuola al fine di monitorare i progressi in un contesto sociale e fornire alle insegnanti strategie utili per sostenere il bambino nella sua evoluzione linguistica.

Riveste un ruolo fondamentale la prevenzione, poiché, il Disturbo Specifico del Linguaggio può esitare in un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (dalla letteratura specifica si rileva che il 30%-40% dei bambini con un disturbo specifico dell’apprendimento aveva avuto un disturbo specifico di linguaggio).

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