Quando nessun like equivale a non valere nulla: come entrano in crisi i ragazzi di oggi

In questi ultimi anni alcuni psicologi  si sono soffermati a studiare l’uso problematico di Facebook da parte degli adolescenti, accorgendosi che la maggior parte di essi presenta caratteristiche fragili di personalità, al punto da andare in crisi di fronte ad eventi semplici quali, ad esempio, non riuscire ad ottenere like sulla foto nuova del profilo.

Perché ciò accade?

Molti giovani utilizzano Facebook in maniera ossessivo-compulsiva: nell’arco della giornata rimuginano spesso su quale contenuto postare per ottenere like, impiegando anche sei ore al giorno nel postare video e foto ed evidenziando un livello di preoccupazione eccessiva per quanto accade in rete. Questo a lungo andare porta gli adolescenti a perdere il contatto con la realtà e ad aumentare progressivamente il ritiro sociale.

Inoltre, i ragazzi che fanno un uso problematico di Facebook tendono spesso ad avere un minor livello di autostima rispetto ai loro coetanei. Questo è proprio il motivo che li porta a cercare un’affermazione della propria persona on line, come se il like o il commento positivo avesse una funzione di rinforzo sul proprio senso di identità. Identità e popolarità sono infatti gli aspetti più importanti, che permettono loro di costruirsi identità digitali “forti”, anche per superare il giudizio dei coetanei. Se il profilo personale diventa l’unica vetrina in cui mostrare la propria immagine tutto si complica, perché questo espone i ragazzi eccessivamente e li rende potenziali bersagli della rete, vittime a volte di cyberbullismo, o semplicemente di commenti negativi. Mentre gli adulti continuano a vedere gli spazi virtuali e quelli reali come separati, le identità digitali della maggior parte dei giovani sono integrate e inscindibili dalle loro identità fisiche.

Risulta quindi necessario cercare di aiutare i ragazzi ad avere un uso sempre più consapevole dei social network coinvolgendo anche i genitori e le scuole con programmi mirati di prevenzione

 

Studio Psi.Co.

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